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Non sono ancora andata a curiosare da HM i capi di Sonia Rykiel…da fare un giro sul sito per vedere quanto è bella, pulita, semplice ma anche in un certo modo spettacolare la presentazione del lookbook.

L.

Storia abbastanza banale, ricca di cliché, finale deludente ma assolutamente esteticamente preziosissimo, annisessantismo da pura estasi, precisione maniacale nel dettaglio dello styling, tempi lenti da meditazione affascinata. da vedere. imperdibile.

L.

wow crazy guy! non avevo mai visto il suo sito che, pur essendo difficilmente navigabile, è veramente ma veramente il capo assoluto e incontrastato del pop! era sfuggito alla mia conoscenza ma ora passa nella lista dei primi! è da guardare e gustare link x link, tutti diversi e tutti grandi fonti di ispirazione. da vedere l’ultima collezione, qualche borsetta si può trovare anche su yoox…

Grazie alla mia amica ana che mi ha inviato il link!

L.

Vestivamo alla hipster, ovvero come riesumare tutto il peggio della moda degli ultimi vent’anni ed essere terribilmente fashion

così se ne parla in un articolo di repubblica del settembre 2008, sorridendo un pochino e puntando anche un po’ il dito, cercando di dare delle regole allo style hipster e al modo di vivere e sentire. Nonostante si parli di un’origine e significato il termine HIPSTER in realtà viene riesumato fra gli anni 90 e 2000 dalla jazz age degli anni 40-50. La cultura hipster ruota intorno al fatto di non accettare tutto ciò che è pop e mainstream . Così facendo ricade però in canoni abbastanza definiti e quindi cede il caposaldo. E il circolo ricomincia.

x maggiori info storiche basta visitare wikipedia e x gli hipster milanesi assolutamente 7yearwinter

tutto x dire che ho trovato questo sito che fa abbastanza sorridere ed è dedicato agli hipster…in realtà non capisco bene il tono

www.hpstr.net

L.

Qualche mese fa uscì su repubblica un articolo che parlava di Tavi, ovvero stylerookie, tredicenne precoce che scrive di moda e fa moda provandosi vestiti e fotografandosi. Pare sia ormai diventata anche abbastanza famosa nella newyork delle tendenze. La domanda che si poneva l’articolo era se effettivamente fosse lei a scrivere tutto quanto o se ci fosse qualcuno dietro a dare qualche piccolo aiuto data la maturità delle parole. In effetti il blog in questione è abbastanza stupefacente. Nei link a fianco c’è POP, altro suo blog, il cui logo è apprezzabile e anche molto. La cosa ancora più notevole sono i post con le copertine della penguin…e chi ama la grafica penso sappia cosa intendo…e pure la teeshirt in vendita non mi sembra niente male, con quel retrogusto pasticciatoanniottantavicemagazine che comunque ancora non viene disdegnato. anzi.

Non manca nemmeno il link a wardrobe….se veramente arriva tutto da quella piccola testolina pare abbia vissuto quasi una decina d’anni in uno solo.

L.

Christien Meindertsma, talented Dutch designer, worked on this project for The Nature Conservancy made with wool from an organic flock of Panama sheep from Lava lake Ranch, Idaho.

Good design, hand made feeling, eco friendly material and great sensibility,
we really like her work.

www.christienmeindertsma.com

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www.nejattalas.com

L.

La mia amica Lena è una fantastica designer.

Dopo aver studiato al KISD di Colonia, alla Glasgow School of Art e all’ ENSCI di Parigi (qui, con la sottoscritta), ha lavorato da DROOG per qualche tempo. Da un paio di anni è tornata in patria, trasferendosi nella sua Berlino e si è lanciata con tre amici in un’avventura tutta personale: llot llov.
Il loro lavoro spazia dal prodotto all’allestimento, dal concept design all’arredamento. Per me sono davvero bravi, ma forse io sono di parte, dunque, giudicate voi.

llot llov Lena!

www.llotllov.de

G.

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Tra illustrazione e artigianato il lavoro di questa designer spagnola.
Il magico mondo di KUP KUP è abitato da gufi di pezza, pigotte dai graziosi dettagli, pasticcini il lana cotta e illustrazioni tridimensionali sognanti e romantiche.

KUPKUP ci racconta il proprio mondo magico… e noi ci lasciamo incantare.

kupkup-land.blogspot.com

G.

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http://rob-ryan.blogspot.com

Robert Ryan is an artist, writer and filmmaker living in London, England. He is known for his tactile paper-cut illustrations that often incorporate hand lettering with filled counters and rules along the baseline and cap height. Though his letterforms are somewhat crude and perhaps naive, they also possess a certain folk art charm and designer sensibility. He designed the cover of The Book of Lost Things by John Connolly for British publisher Hodder Headline with spiky serifs that relate to their thorny environment. Robert designed a paper-cut dress for Vogue UK in conjunction with his friend, designer Gary Page, that serves as a wearable contemporary storybook. More of Robert Ryan’s work can be found at his website, his blog and his Columbia Road shop blog. Robert also sells his work through Etsy

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